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Tu sei qui: Home Il Comune Vivere la Città Gli edifici della comunità rurale

Gli edifici della comunità rurale

Il territorio comunale, ad esclusiva destinazione agricola fino a pochi anni fa, mostrava ancora recentemente numerosi esempi delle diverse tipologie di abitazione rurale, dal casone alla villa gentilizia. Ne riproponiamo qui brevemente i tratti distintivi. L'abitazione rustica più povera ma più diffusa era il casone, che ospitava le famiglie dei braccianti: oggi a Pianiga non ne esistono più, forse perché, considerati l'umiliante memoria di un passato di miseria, furono lasciati a consumarsi alle intemperie e nulla fu fatto per la loro conservazione. Erano costruiti con materiale povero e si inserivano perfettamente nel paesaggio: le fondamenta erano inesistenti o appena accennate, il pavimento in terra battuta o in cotto rosso; le pareti esterne erano in mattoni d'argilla fatti a mano e seccati al sole, legati con calce e sabbia, e non s'innalzavano mai oltre i due metri e mezzo di altezza. Il tetto era la parte che richiedeva più lavoro e maggiore abilità: si posizionavano quattro tronchi d'albero uniti a due a due ed appoggiati alla sommità sulla colmegna o tronco portante; un impagliatore appositamente convocato formava poi una fitta intelaiatura di canne di saggina, poste sopra i tronchi a sorreggere un fitto e spesso strato di paglia, completamento della copertura dell'edificio.

Sopra il tetto erano poste infine tre piccole croci, contro il vento, il fuoco, l'acqua ed ogni possibile calamità. Il casone aveva scarse e piccole aperture: a piano terra il porticato, orientato in direzione sud, sovrastava la porta d'ingresso, dalla quale si accedeva nella cucina; ad est si trovavano le cantine e la stalla. Nel sottotetto si trovavano il granaio, il fienile e talvolta delle camere da letto "aggiuntive", nel caso di famiglie molto numerose. Seconda tipologia abitativa è la casa bracciantile, della quale sono ancora visibili alcuni esempi risalenti al XVII ed al XVIII secolo. Questi edifici erano caratterizzati dalle aperture, con archi ribassati o a tutto sesto: a piano terra c'erano la cucina, la cantina e la dispensa; al piano superiore le camere da letto, il fienile ed il granaio. Terza tipologia è la masseria o casa colonica, un lungo edificio, normalmente a pianta rettangolare, diviso in ambienti destinati ad abitazione e rustici. Le stanze dell'abitazione erano a piano terra e comprendevano una cucina, una cantina ed alcune camere da letto; il piano superiore era tutto occupato da un'unica grande stanza che faceva da dispensa e granaio. All'esterno si aprivano i porticati, con funzioni di rustico e, in parte, di riparo per gli abitanti durante le calde sere d'estate. L'area antistante la masseria, l'aia, era un ampio cortile in terra battuta, affollato di animali da cortile. La tipologia più nota e raffinata è la quarta, quella della villa o abitazione padronale. La villa veneta è un edificio costruito sulla base di criteri fissi: si tratta normalmente di una struttura a tre piani, a pianta quadrata (o veneziana) e tetto a quattro falde. La facciata principale è di norma rivolta a sud ed è decorata con stemmi, affreschi o graziosi particolari architettonici come balconcini e finestre. Il piano terra è composto da un'ampia sale centrale e quattro stanze minori, due per parte, adibite a soggiorno, sala da pranzo, salotto per gli ospiti e dispensa. Al piano superiore è ripresa la stessa struttura ma la destinazione degli ambienti prevede qui le camere da letto. Il secondo piano può essere destinato ad ospitare gli alloggi per la servitù oppure essere costituito da un ambiente unico, destinato a granaio. Esempi di questo quarto tipo di abitazione sono, a Pianiga, la ex Casa Canonica, la Casa del Patriarcato, la Villa Grandenigo, con le annesse barchesse e la cappella gentilizia (ora chiesetta delle Cioare), e la settecentesca villa Albarea con barchesse e grande parco, circondato da un fossato. Casa Calzavara-Pinton, proprio nel centro del paese fu in parte affittata al Comune, che portò nelle barchesse gli uffici e la scuola. A Mellaredo sorge la cinquecentesca villa Viterbi con due ampie scalinate d'accesso al piano nobile poste sulle due facciate. All'interno i soffitti hanno le travi a vista, secondo lo stile detto "alla sansovina".

Tratto da Riccardo Abati "PIANIGA" Storia, parroci e civiltà contadina in un paese veneto. Edito dall'Amministrazione Comune di Pianiga.

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